Cresce la percentuale degli italiani che ricorrono ai prestiti per acquistare auto, moto, elettrodomestici o elettronica. O almeno cresce rispetto al totale degli italiani con un credito attivo. E’ quanto emerge dall’ultima Mappa del credito delle famiglie realizzata da Mister Credit di Crif (società globale specializzata in informazioni creditizie e commerciali, soluzioni per il credito e servizi di outsourcing).

Nel primo semestre del 2021 i prestiti finalizzati (quelli ottenuti per acquistare un determinato bene o servizio) hanno raggiunto il 50,4% del totale dei crediti attivi. Nel 2016 erano il 43,4% e nel 2019, ultimo anno prepandemia, il 46,1%. Il tutto a fronte di una crescita generalizzata del numero degli italiani che hanno richiesto un prestito nei primi sei mesi di questo anno: era il 41,3% nel 2020 ed è il 42,7% nel 2021.

In generale i debiti degli italiani sono leggermente calati in termini di grandezza. L’esposizione residua (questo il termine con cui viene in parte definita) è pari nel primo semestre del 2021 a circa 32 mila euro pro-capite, più bassa rispetto al 2016, quando aveva raggiunto i 34 mila euro. Ed anche l’importo medio è sceso, da 362 euro nel 2016 a 320 euro nel 2021. Dati che raccontano come gli italiani siano più prudenti, quindi richiedano prestiti con maggiore frequenza rispetto al passato, ma per importi più bassi, in modo da riuscire a sostenere meglio il peso delle rate.

Calano invece i mutui chiesti nel Paese. Nel primo semestre del 2021 si fermano al 21,1% del totale dei crediti attivi, abbandonando il 22,1% del 2016. Dai dati sembra infatti che 1/3 degli immobili residenziali oggetto di compravendita, venga acquistato senza il sostegno di un mutuo, ma attingendo ai risparmi del nucleo familiare.

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