Il 2018 è stato un anno con qualche contraddizione per il mondo dello spettacolo italiano. I valori assoluti ci raccontano che sono stati proposti agli italiani un numero minore di spettacoli  (-0,28%) e che gli italiani hanno un po’ latitato (-3,24% degli ingressi), ma il portafoglio si è aperto più spesso (+2,91% di spesa al botteghino  e +3,73% di spesa del pubblico). Se si mettono in relazione le due dimensioni, si può intuire che gli italiani sono stati disposti a pagare qualcosina di più rispetto a magari qualche spettacolo in meno. Il prezzo medio dei biglietti è infatti salito ben più che l’inflazione (ufficialmente attestata al +1,2% nel 2018), raggiungendo il +6,36%.

Il fatto che gli italiani spendono di più potrebbe farci pensare che sono tornati ad apprezzare gli spettacoli, ma il calo degli ingressi non sembra confermare questo trend. Basta però analizzare l’andamento dei vari settori per capire i biglietti in meno sono da attribuire al crollo della presenza degli italiani davanti al grande schermo. Il 2018 è stato un anno molto difficile per il cinema, un “profondo rosso” come la stessa Siae lo ha definito. Quasi 8 milioni di biglietti in meno rispetto al 2017 (-7,96%). La perdita degli incassi si avvicina ai 40 milioni per un settore che da solo copre il 73% degli eventi e il 40% dei biglietti e abbonamenti venduti. Se poi questo calo sia dovuto all’affermazione dello streaming o alla qualità dell’offerta, non è deducibile dai numeri forniti dall’Annuario.

 

 

Tutti gli altri settori invece sembrano cavarsela bene e spiccare il volo verso una ripresa già accennata nel 2017 ed esplosa nel 2018, soprattutto in alcuni settori come i concerti live. Oltre 10 milioni e mezzo di presenze nonostante un numero minore di eventi (-1,42%) ed un salato incremento del prezzo medio unitario del biglietto arrivato a 34 euro e 49 centesimi (+5,60% sul 2017)  Un pubblico entusiasta al punto da portare la propria spesa intorno al mezzo miliardo di euro, facendo registrare la crescita più alta nel mondo dello spettacolo italiano: +17,28%. Complici del successo forse, i grandi ritorni che hanno caratterizzato la stagione estiva del 2018. Da Eminem, ai Guns n’ Roses, passando per i Foo Fighters e Pearl Jam.

 

Crescono anche  tutte e quattro le variabili dell’attività teatrale (spettacoli, ingressi, spesa del botteghino e del pubblico) con quasi mezzo miliardo speso dal pubblico nel 2018. A fare da colonna portante il teatro vero e proprio con i suoi circa 86 mila spettacoli e 197 milioni di euro spesi al botteghino. Subito dietro in termini economici uno dei più conosciuti patrimoni artistici che il nostro Paese ha regalato al mondo: la lirica. Quasi 4 mila rappresentazioni, 2 milioni e mezzo di ingressi e quasi 112 milioni di euro spesi al botteghino. A seguire poi la rivista musicale e il balletto che in verità è l’unico in calo rispetto al 2017.

Bene anche lo sport che trainato dalla passione nazionale per il pallone registra un +15,45% e quasi un miliardo di euro di spesa del pubblico (circa 851 milioni) E buona performance anche per concertini e ballo che si riprendono dalle crisi degli anni passati.

Ed la musica la vera protagonista trasversale di tutti i settori. Del successo dei concerti ne abbiamo già parlato, ma se si guardano i podi delle altre discipline dello spettacolo si vede come siano sempre le note a conquistare e ad attrarre il pubblico. Il film campione di incassi nel 2018 è stato il pluripremiato agli Oscar Bohemian Rhapsody, racconto appassionato e tormentato della vita dei Queen. I teatri italiani si sono riempiti più che altro grazie al musical di Mary Poppins, che aiutato anche dall’uscita del film sempre della Walt Disney, ha registrato oltre 173 mila ingressi. E nella top ten delle presenze fanno capolino altre produzioni cantate come Dirty Dancing o Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo, rilettura della famosa opera di Shakespeare prodotta da David Zard dopo il successo del Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante. Se a questo sommiamo il successo dei live e anche quello della lirica, dove proprio l’italiano Giuseppe Verdi è in cima alla classifica, si può intuire che la musica sta tornando nelle vite degli italiani.

 

 

L’Italia dello spettacolo rimane però tagliata a metà. Il Nord scivola sempre più lontano dal Sud del Paese con la spesa al botteghino e di pubblico rispettivamente in crescita del +5,21% e +8,35%, mentre i dati del Meridione segnano un -5,06% e un -2,68%.  Anche tra le maggiori città italiane, le differenze si fanno sempre più evidenti. A Milano la spesa del pubblico raggiunge quasi i 757 milioni di euro, contro i 417 di Roma e i 291 di Torino.Senza contare che il dato raggruppato delle sole città metropolitane italiane fa registrare le crescite più grandi dello spettacolo nazionale: +35,51 la spesa del pubblico,+41,77% quella al botteghino e +33,75% gli ingressi. Non solo gli spettacoli conquistano il Nord, ma fatta eccezione per il cinema, si concentrano più in città che in provincia.

 

 

Tutti i dati e le infografiche presenti in questo articolo sono state realizzate dalla SIAE in occasione della presentazione dell’Osservatorio SIAE 2018