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 Speciale

Un popolo che non ha perso le speranze e che ancora riesce a reagire compatto e unito contro il Covid ad un anno di distanza dall’esplosione della pandemia. Ecco la fotografia che emerge dall’ultima indagine realizzata da italiani.coop, il portale di Coop che indaga i numeri i dati e le tendenze dell’Italia che cambia, in collaborazione con la società di ricerca Nomisma (1000 intervistati con metodologia cawi – Computer Assisted Web Interviewing – rappresentativi della popolazione, periodo 12-17 marzo). Interrogati su chi secondo loro ha la precedenza nelle vaccinazioni (fatto salvo le categorie che sono già vaccinate come i sanitari), quasi 4 italiani su 10 (39%)  lascerebbero in primo luogo il posto ai super fragili e ai malati cronici e il 12% darebbe priorità agli over 70. Tolte queste prime due categorie più a rischio, la scelta ricade subito sul personale di vendita e i cassieri del settore alimentare, scelto in primo luogo dal 6% degli intervistati e affiancato da un altro 6% che sceglierebbe badanti e addetti all’assistenza sanitaria privata. I lavoratori del settore alimentare hanno poi la priorità sugli addetti alla assistenza privata stando ai giovani tra i 18 e i 29 anni (scelgono i cassieri e le cassiere il 6% contro il 5% di chi sceglie badanti), agli italiani tra i 45 e i 54 anni (8% vs 6%) e soprattutto ai residenti al Sud (10% vs 2%). In fondo alla classifica invece le categorie che sono meno esposte per mancanza di lavoro, come quelle degli operatori di musei e cinema, o altre categorie percepite come meno a contatto con il pubblico come avvocati e giudici o giornalisti.

Dopo l’altruismo, gli italiani scelgono anche l’ottimismo. Alla domanda su quando pensa di ricevere il vaccino, quasi 8 italiani su 10 (77%) rispondono entro il 2021 e solo il 23% pensa all’anno prossimo.  Un italiano su 6 volge lo sguardo all’immediato maggio 2021, mentre il 23% guarda all’estate, il 21% all’autunno (tra settembre e ottobre per la precisione) e il 16% entro Natale 2021.

La vaccinazione poi deve essere sicura e di massa. Abbiamo chiesto agli italiani a quali luoghi pensano per la campagna di immunizzazione e 1 su 5 (21%) pensa agli ospedali e agli studi medici (20%) e il 13% ai poliambulatori. In alternativa ai luoghi sanitari, il 18% degli intervistati cita come prima opzione i palazzetti dello sport e il 13% i poli fieristici. Con alcune differenze territoriali. Nelle isole per esempio la scelta degli ospedali è più frequente della media italiana (27%). Nel Nord Est privilegiano i poli fieristici scelti dal 18% (probabilmente perché più diffusi rispetto ad altre zone del Paese). Gli studi medici sono scelti più spesso al Sud (22%).

“Per un più rapido successo della campagna vaccinale Coop è disponibile a mettere a disposizione i suoi oltre 1100 punti vendita, di cui molti di grandi dimensioni, con ampi parcheggi e baricentrici rispetto agli insediamenti urbani, tutti dotati di servizi idonei e abituati a rispettare stringenti criteri di sicurezza – così Marco Pedroni Presidente Coop Italia e Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) – Ultimata poi la fase mirata alla tutela degli operatori sanitari, delle forze pubbliche e dei soggetti fragili, ricordiamo l’importanza di assicurare al nostro personale, e in senso più ampio ai lavoratori del settore alimentare, una priorità di vaccinazione; si tratta della tutela di attività che garantiscono un servizio essenziale al pubblico fin dall’inizio della pandemia. Pur in condizioni di assoluta sicurezza i 55 mila dipendenti di Coop incontrano ogni settimana non meno di 10 milioni di soci e clienti, con un rapporto che non ha eguali nelle altre categorie professionali. La vaccinazione del personale permetterà non solo di rafforzare ulteriormente la sicurezza della rete di vendita, ma garantirà maggiore tranquillità ai cittadini e favorirà quella ripresa dei consumi fondamentale per il rilancio economico del Paese”.

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