Gli italiani chiedono i prestiti ma non i mutui

Dai dati dell’osservatorio Crif emerge un’Italia che vuole spendere. Crescono infatti le richieste per i prestiti personali e quelli finalizzati. Ferme invece quelle per i mutui che diminuiscono rispetto allo scorso anno

Vorrebbero acquistare molte cose gli italiani, ma spesso non se le possono permettere. Forse per questo nel 2019, i prestiti personali e finalizzati (per capirci quelli per l’acquisto dell’auto o di un elettrodomestico) sono andati crescendo, mentre le erogazioni dei mutui e delle surroghe hanno subito una contrazione.

Ad avere registrato la performance migliore lo scorso anno sono stati i prestiti richiesti per acquistare degli oggetti o dei servizi con +8,5%, mentre quelli di carattere personale hanno raggiunto il +4,7%. Nel 2019 le richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane hanno continuato a consolidarsi, grazie in particolare alla componente di quelli finalizzati all’acquisto di beni e servizi quali prodotti di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, impianti green e per l’efficientamento energetico della casa, spese mediche, palestre e tempo libero. Questo conferma la vitalità e la solidità del mercato del credito alle famiglie” commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.

Una crescita registrata soprattutto nell’ultimo periodo dell’anno. Nel dicembre 2019 tutte le richieste di prestiti hanno totalizzato un +5,1%: +12,8% di quelli personali e +0,8% di quelli finalizzati. Un movimento che ha interessato anche i mutui  le cui richieste, tra ottobre e novembre 2019, hanno ottenuto un +26,2%. Segno che qualcosa si muove in un mercato che però continua a scontare il prezzo più salato della crisi, fermo come è in generale sulla totalità dei 12 mesi dello scorso anno, ad un andamento delle richieste per i mutui pari a -0,8%. Sembra che gli italiani per il momento si sentono  in grado di far fronte solo a debiti di piccole dimensioni, come quelli per comprare il televisore nuovo o l’abbonamento in palestra, ma non riescono a sobbarcarsi impegni onerosi e di lungo periodo. Senza contare che l’acquisto della televisione o della lavatrice a rate è indubbiamente un abitudine degli ultimi trenta anni e non delle vecchie generazioni che avevano a disposizione invece soldi liquidi per far fronte a questo genere di pagamenti.

In effetti, se si vanno a guardare gli importi di tutte e tre le dimensioni (mutui e prestiti finalizzati o personali), emerge una fotografia dell’Italia delle piccole somme e dei piccoli passi. Il valore medio di mutui e surroghe nel 2019 è di circa 131 mila euro. Allo stesso modo quasi un italiano su due per i prestiti (46% circa) ha scelto valori inferiori ai 5 mila euro, solo un quinto (19% circa) importi tra i 5 e i 10 mila euro  e un altro quinto (23% circa)  tra i 10 e i 20 mila.

 

Gli italiani più coinvolti dalle richieste di prestiti o mutui sono quelli che hanno un’età compresa tra i 35 e i 54 anni. Con dei distinguo però dovuti forse dalla crisi. Oggi la maggioranza di chi ricorre a un prestito ha tra i 45 e i 54 anni (25,4%), mentre nel 2010 erano coloro compresi tra i 35 e i 44 anni (27,8% all’epoca e 22,2% oggi).