Febbre da calcio

In occasione della finale di Russia 2018 siamo andati a vedere quanto l’assenza della nazionale italiana nella competizione ha influito sugli ascolti. E già che ci eravamo ci siamo chiesti se gli italiani sono sportivi da salotto o ogni tanto scendono anche in campo

Non c’è niente da fare, anche se la nazionale italiana in questa edizione non si è riuscita a qualificare ai Mondiali di calcio che si concludono domenica a Mosca, questo sport rimane una vera e propria passione per gli italiani. Lo è sul piccolo schermo dove gli italiani stanno seguendo con passione Russia 2018. La sfida nelle semifinali tra Croazia e Inghilterra dell’11 luglio ha attirato davanti la televisione 10 milioni 785 mila italiani con uno share del 47,23%. Un record di spettatori si è addirittura registrato nei supplementari quando hanno visto il gol della vittoria 11 milioni 861 mila spettatori con uno share del 48,83%.

È una passione nella vita di tutti i giorni. Stando ai dati dell’ultimo rapporto del Coni sulla pratica sportiva in Italia, nel 2016 erano 4.580.434 gli atleti tesserati alla FSN – DSA (Federazione Sportiva Nazionale – Discipline Sportive Associate). Di questi, oltre un milione erano iscritti alla FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) in 13.120 società sportive in tutta Italia. Una predominio del calcio sugli altri sport se si calcola che la seconda federazione italiana in termini di atleti iscritti è quella della pallavolo (FIPAV) con 346.311 tesserati.

Il calcio e lo sport in genere sembrano una passione che non teme rivali in Italia. Negli anni duri della crisi, il numero degli atleti tesserati nel Paese è continuato a salire a fronte di una riduzione delle società sportive. Nel 2008 i tesserati erano 4 milioni 186 mila, nel 2016 superavano i 4 milioni e mezzo come abbiamo visto. Nel corso di decenni, come testimoniano le serie storiche di Istat, la passione per lo sport è sempre aumentata. Nel lontano 1959 era circa il 3% della popolazione a praticare almeno uno sport in modo continuativo (su una popolazione al di sopra dei sei anni). Nel 2015, quindi quasi 70 anni dopo, era circa il 25% a farlo, quindi un italiano su 4.

Italiani sportivi nella storia del Paese (valori %)

Ad oggi il calcio è lo sport più praticato in 19 regioni su 20. Fa eccezione solo la Valle d’Aosta, dove prevalgono, forse anche per complicità della conformazione del territorio, gli sport invernali. A livello nazionale, la pallavolo è il secondo sport, poi il tennis, la pallacanestro e l’atletica leggera. Certo non mancano le differenze di genere, di età o territoriali. Fanno in genere più movimento gli uomini che le donne. Istat censisce che nel 2017, praticano uno sport in modo continuativo il 28,9% degli uomini contro un 21% delle donne, in entrambi i casi in età compresa dai 3 anni in su. Secondo il Coni, le donne amano di più la pallavolo, la ginnastica e poi il tennis, mentre gli uomini apprezzano più di tutti il calcio, poi la pallacanestro e in terza posizione il tennis.

Le differenze sono anche regionali. Come racconta il Coni, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono i territori più sportivi (con il maggior numero di tesserati su 100 mila abitanti); Sardegna, Sicilia e Calabria sono quelle che vedono la presenza di meno atleti iscritti a una federazione.

 

Fonti:

Istat, Pratica Sportiva in Italia Serie storiche e dati di I.Stat

Coni, I numeri dello sport 2016 (realizzato a novembre 2017)

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