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Dopo un paio di anni in cui i consumi degli italiani si sono dovuti restringere, anche gli andamenti del credito dimostrano che torna la voglia di spendere. I dati pubblicati da Crif (Barometro del credito alle famiglie) dimostrano che crescono le richieste di prestiti, soprattutto quelli finalizzati (cioè concessi per comprare un bene specifico).

Il +24% registrato dalle domande di credito è in buona parte frutto della crescita (+36%) dei prestiti finalizzati. Ma, forse per prudenza o per una reale diminuzione della capacità di spesa, le richieste sono per importi più piccoli. “Nel complesso il comparto è trainato dalla vivacità dei finanziamenti a sostegno dell’acquisto di auto e moto ma anche quelli collegati ai consumi di elettronica, elettrodomestici e prodotti per l’efficientamento energetico, che sempre di più rappresentano un’area di interesse per gli italiani” osservano da Crif.

Nel Rapporto Coop 2021 avevamo già raccontato che circa 2 milioni di famiglie a dicembre2021, già pensavano di ricorrere a prestiti nel 2022, e tra loro erano più numerosi gli appartenenti alla Gen Z e le famiglie meno abbienti. Dai dati Crif emerge infatti che una somma su 4 viene richiesta da un 45-54enne.

Voglia di spendere sì, ma anche paura ad impegnarsi per cifre troppo onerose come i mutui. Per le famiglie “il 2021 è risultato un anno molto particolare per i mutui – spiegano da Crif – Nello specifico, malgrado il progressivo recupero delle compravendite residenziali e dei prezzi al metro quadro, nel complesso dei 12 mesi si è registrata una lieve flessione del numero di richieste presentate agli Istituti di credito, pari a -0,2% rispetto al 2020. In un mercato sostenuto dalla vivacità delle generazioni più giovani e dei finanziamenti green, la performance negativa del comparto è ascrivibile al calo delle surroghe, che nel periodo di osservazione hanno via via accentuato la contrazione dei volumi a causa del fisiologico ridimensionamento dei contratti per i quali la rottamazione risulta ancora vantaggiosa”.

Certo con il crescere del costo dell’immobile sono incrementate le somme. “L’importo medio richiesto – proseguono da Crif – si è attestato a 139.110 Euro, in crescita del +4,1% rispetto all’anno precedente. Questo dato trova una spiegazione non solo nel recupero dei prezzi degli immobili dopo una lunga fase recessiva ma anche nel ridimensionamento dei contratti di sostituzione, che per natura presentano un valore decisamente inferiore a quello dei mutui d’acquisto”. Anche se gli italiani di muovono ancora con cautela. “Nel complesso quasi i 3/4 delle richieste ha presentato un importo al di sotto dei 150.000 Euro, a conferma della propensione delle famiglie a orientarsi verso soluzioni in grado di pesare il meno possibile sul bilancio familiare”. E i più ottimisti sembrano i più giovani. “Dall’analisi è emerso un significativo abbassamento dell’età media: se al primo posto si è confermata nuovamente la fascia compresa tra i 35 e i 44 anni, con il 32,4% del totale, va sottolineato come tutte le classi abbiano subito una contrazione rispetto alla corrispondente rilevazione del 2020 ad eccezione degli under 35 che, stimolati dagli incentivi varati dal Governo, sono arrivati a spiegare il 30,5% del totale”.

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