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 Speciale

La crisi economica si fa sentire e cresce quindi il numero degli italiani che nel 2020 sono ricorsi a dei prestiti. Dall’altro canto però pesa anche l’incertezza del periodo e proprio per questo, l’importo del denaro richiesto è più basso e chi ha potuto, nello scorso anno ha restituito ciò che doveva.

Questa è la fotografia che emerge dai dati dello studio di Mister Credit, l’area di CRIF che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educational per i consumatori e che si propone di fornire periodicamente una fotografia dei principali indicatori relativi all’utilizzo del credito rateale da parte dei consumatori italiani.

Quindi più di 4 italiani su due hanno contratto un debito nel 2020, anche se l’indebitamento medio residuo è andato diminuendo e la rata media, a fronte di un mercato meno vivace, è in media scesa di 12 euro.

A farla da padrona più che negli scorsi anni, i prestiti finalizzati, quelli cioè richiesti per l’acquisto di un elettrodomestico o di una auto. A pagare invece più di tutti l’incertezza del periodo i mutui. Come avevamo raccontato già nel Rapporto Coop 2020 sono circa 100 mila gli italiani che hanno rinunciato all’acquisto di una abitazione a causa della pandemia, nei 12 messi dell’anno scorso.

Per le case e i mutui si deve guardare al Nord del Paese, dove la classifica dei debiti immobiliari vede al primo posto Gorizia, Udine e Pordenone. Per i prestiti finalizzati invece si scende tutto lo stivale fino al Sud, con la top 3 dominata da Vibo Valentia, Crotone e Reggio Calabria. Anche questa una cartina tornasole della distribuzione della ricchezza in Italia.

Succede così che tutte le regioni del Paese si rannicchiano nel quadrante dei prudenti, di coloro cioè che non hanno rischiato molto nel 2020 e quindi hanno un indebitamento medio residuo più basso e una rata media pro capite più bassa perché non hanno contratto nuovi prestiti.

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