Parlare inglese in Italia? Le migliori sono le donne

Una società svedese ha fatto compilare dei test di lingua a 950.000 adulti in tutto il mondo per vedere come se la cavano con l’inglese. E il risultato conseguito dagli italiani non è stato così entusiasmante

Gli italiani conoscono poco l’inglese. A sostenerlo sono i dati pubblicati da Ef Education first, azienda svedese che si occupa di formazione linguistica e scambi interculturali dal 1965. Secondo l’ “Indice di conoscenza dell’inglese” che pubblicano ogni anno, l’Italia si piazza al 21° posto su 26 paesi censiti in Europa. Al 28° se si calcolano le 72 nazioni analizzate a livello mondiale. Lo studio che ha intervistato 950.000 adulti in tutti i continenti, attraverso dei test on line compilati nel 2015, racconta quindi di un’Italia ancora poco internazionale.

Sfioriamo la metà classifica a livello mondiale e finiamo invece in fondo a quella europea

L’hit parade del nostro continente è dominata dall’Olanda (che guida anche la classifica mondiale), subito seguita dai paesi scandinavi, dal Lussemburgo e al nono posto dalla Germania. Scendendo però scopriamo che fanno meglio di noi anche Portogallo e Spagna (13° e 19° posto), i paesi dei Balcani censiti come Serbia e Bosnia Erzegovina (15° e 20°) e molti paesi dell’Est quali Polonia (10°), Repubblica Ceca (14°), Ungheria (16°), Romania (17°) e Slovacchia (18°). Peggio di noi solo la Francia che è al 29° posto e ci segue sia a livello europeo che mondiale, nonostante sia in media più ricca e più scolarizzata di noi.

 



Certo la nostra conoscenza dell’inglese è migliorata nel corso del tempo. Siamo partiti da un livello basso nel 2011 e abbiamo raggiunto un livello medio stabile nel 2014.  Ma molto è da fare se si calcola che nel ranking mondiale, la Corea del Sud ci supera con un 54,87 di punteggio. Non mancano poi le disparità regionali e locali.

Se fossimo tutti friulani, potremmo contendere il 23° posto del ranking mondiale alla Repubblica Domenicana

Il Friuli Venezia Giulia raggiunge infatti un punteggio di 57,19 (vs un 57,24 dei domenicani), la Lombardia lo segue con il 56,32, poi l’Emilia-Romagna con il 56,10  e poi a scendere tutte le regioni del nord e del centro, lasciando in fondo alla classifica con un basso indice di conoscenza dell’inglese, tutte le regioni del sud (va segnalato che Ef non censisce la Valle d’Aosta, il Molise e la Toscana). L’anomalia in questa classifica è invece l’Umbria. Di solito nelle statistiche compare all’altezza delle regioni con cui confina, ma non questa volta, in cui conquista la maglia nera piazzandosi all’ultimo posto con 49,62 punti.

E non conta solo dove abbiamo studiato per la conoscenza dell’inglese, ma fa la differenza anche se siamo maschio o femmina.

Le donne italiane raggiungono 56,64 punti (contro il 53,97 della media mondiale) mentre  gli uomini si fermano a 53,18 comunque sempre sopra la media mondiale di 52,38)

Nonostante il nostro livello di scolarità sia alto, 10,10 anni per ogni italiano contro i 12,9 della Germania che guida la classifica mondiale della scolarizzazione, molto lavoro rimane ancora da fare, perché gli italiani arrivino a parlare un buon livello di inglese.

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