Mi faccio bello

Niente più gioielli ma tatuaggi, piercing e chirurgia estetica. La bellezza degli italiani sembra aver cambiato i suoi strumenti come dimostra l’indagine svolta dall’Ufficio Studi Coop che ha intervistato 7000 italiani sui loro stili di vita. Oggi sembra contare sempre di meno ciò che mettiamo sopra il corpo e prestiamo sempre più attenzione a come modificarlo

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 Speciale


I portagioie degli italiani sono vuoti e gli armadi invernali sgombri. Chi sceglie di abbellire il proprio aspetto oggi non lo fa più attraverso i vecchi canoni e gli oggetti tradizionali. Solo il 26% degli italiani indossa di solito dei gioielli o delle pietre preziose e solo il 5% porta delle pellicce naturali.  Non ne hanno e non ne vogliono, se si considera che il 53% non possiede preziosi e non è interessato ad averne e vale lo stesso in materia di pellicce naturali per l’84% degli italiani.

Il rapporto con il corpo

La bellezza contemporanea ha cambiato quindi strumenti. Oggi ci si prende cura del proprio aspetto attraverso ciò che si mangia, mantenendosi in forma, sapendo cosa fa bene o cosa fa male, ma soprattutto modificando il proprio corpo piuttosto che semplicemente vestendolo come era in passato.

Un italiano su 5 ha un tatuaggio e quasi un altro su 5 vorrebbe farsene uno. In sostanza quindi 4 italiani su 10 sono appassionati di tatuaggi, per alcuni già orgogliosamente fatti (17%), per altri già fonte di pentimento (4%) e per altri ancora solo sognati (19%).

Sono più tatuate le donne (23%) che gli uomini (19%) e più gli under 35 (28%) che gli over 56 (9%). Il tatuaggio sembra a metà tra sogno e realtà perché se il 21% degli italiani ne ha già uno sulla pelle,  il 19% pensa che prima o poi ne realizzerà uno. Quasi la metà (45%) degli italiani tatuati ha optato per un singolo tattoo, mentre un altro 50% ne ha tra 2 e 7.

Il tatuaggio che più è andato di moda negli ultimi anni è quello Maori. Se si analizzano i Google Trends sul tema, si nota che l’argomento maggiormente correlato alla ricerca “tatuaggio”, dal 2004 a oggi, è proprio il termine Maori. Poi ci sono altre parole come braccio o tartaruga che è uno degli animali simbolo di questo stile. Il maggior numero di ricerche è in Campania, mentre i meno interessati sembrano i residenti di Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Restringendo il campo di indagine ai primi 7 mesi del 2018 sono in aumento le ricerche che associano al tatuaggi il nome di personaggi famosi  (Luigi Favoloso del Gdf, i calciatori Gianluigi Buffon e Ibrahimovic) e il punto e virgola, un simbolo che è legato a una campagna internazionale (The semicolon propject) di lotta e reazione nei confronti di periodi di ansia e depressione.

Simboli di tribù antiche, rose, boschi, pugnali o teschi sulla pelle non sono l’unico modo scelto dagli italiani per abbellirsi. Sedici donne italiane su cento e nove uomini italiani su cento hanno un piercing o un dilatatore. Soprattutto tra le nuove generazioni dove tra gli under 35 ne indossano uno il 24% dei giovani, mentre sopra i 46 anni il dato scende sotto il 10%. Proprio piercing e dilatatori sembrano molto alla portata di tutti perché il dato di coloro che non ne indossano uno ma lo vorrebbero è tra i più bassi in materia di abbellimenti estetici: a fronte di un 12 % che ne ha uno (con un 4% di questi che si è pentito), solo il 5% pensa di farne uno in futuro (era il 19 per i tatuaggi).

Per quanto riguarda i vecchi trucchi per farsi belli come orecchini classici o extension, sembrano nel primo caso ormai una tradizione e nel secondo una moda passata. Otto donne su dieci (82%) hanno i buchi alle orecchie (contro 20% uomini) e solo tre su cento non ne hanno ma ne vorrebbero in futuro (contro 5% uomini). Circa una donna su dieci ha applicato le extension (11%) ai propri capelli, ma la metà se ne è pentita (5%). Il 16% pensa di farlo in futuro, ma il 72% pensa che non lo farà mai.

C’è poi un 7% della popolazione che ha scelto di modificare il proprio corpo attraverso la chirurgia. Il 3% degli italiani è ricorso a rinoplastica e altrettanti al filler e circa un 2% ha migliorato il proprio addome, il seno o è ricorso a liposuzione, botulino o lifting. Un italiano su cento ha scelto di rifarsi l’ombelico. Tra coloro che hanno conosciuto il chirurgo, rinoplastica e filler sono i più gettonati (47% e 42% di coloro che hanno fatto almeno un intervento li hanno scelti). Poi addominoplastica o liposuzione seguita da mastoplastica, botulino, lifting e solo in ultimo la plastica all’ombelico. Ma a questo 7% si somma un 16% di coloro che non sono ancora mai ricorsi a un chirurgo ma pensano di farlo in futuro. Il 16% delle donne pensa che ricorrerà  al filler, il 14% all’addominoplastica o liposuzione e il 13% al lifting. Un 4% pensa che cambierà il proprio ombelico a prescindere che sia un uomo o una donna. Sì perché la chirurgia estetica è sempre più trasversale al genere. L’8% degli uomini vorrebbero rifarsi l’addome o ricorrere alla liposuzione. Il 7% vorrebbe ricorrere alla rinoplastica, il 6% al lifting e circa il 5% a filler, mastoplastica o botulino. I più affascinati dalla possibilità di rimodellare il proprio corpo sono gli under 35: circa il 18% pensa di ricorrere alla chirurgia in futuro vs il 15% degli over 36.

La tavola e lo sport

La bellezza passa come dicevamo anche dalla tavola, con il 19% degli italiani che dichiarano di seguire una dieta biosalutista e il 24% che dice che vorrebbe farlo in futuro e con il 30% che pensa che nei prossimi 5 anni ridurrà il consumo di carni rosse. E passa dallo sport, con il 74% degli italiani che fa sport almeno una volta al mese. Praticano regolarmente camminata e jogging o corsa il 44% degli italiani, seguono corsi di fitness il 21%, di ginnastica e aerobica il 13%, di yoga il 7%. Ci sono anche i patiti degli sport estremi come rafting, base jumping, paracadutismo e iron man (in tutti questi casi riguardano circa l’1% del campione, ma se si guarda a chi vorrebbe praticarli si raggiunge il 21% per il rafting, 16% per il base jumping, 22% per il paracadutismo e 10% per iron man). E la bellezza passa anche dalla vita di tutti i giorni attraverso le pratiche quotidiane. Si  informano regolarmente di salute e benessere l’87% degli italiani, subito dopo cronaca, politica e tecnologia. E sceglie di spostarsi solitamente a piedi il 45% degli italiani.

Certo dopo tutta questa fatica, il giudizio che si danno gli italiani non è dei più entusiasti. Seppur il 62% assegna alla propria forma fisica la sufficienza con un voto tra il 6 e il 10, l’11% dichiara di essere obeso e solo l’11% dà al proprio corpo un voto vicino all’eccellenza, quindi un 9 o un 10.

Per ulteriori informazioni o elaborazioni scrivere a info@italiani.coop

Stili d’Italia è la più recente ricerca condotta da italiani.coop, lo strumento di analisi e approfondimenti sui mutamenti della società curato dall’Ufficio Studi Coop. La ricerca condotta a maggio-giugno 2018 con metodologia Cawi ha coinvolto un campione di 7000 persone rappresentativo degli italiani 18-65 anni. Indagati diversi ambiti: dal tempo libero al rapporto con i media, dai consumi alla tecnologia, dai valori all’estetica.