Nel 1992 l’inchiesta Mani pulite dava il via alla stagione d’oro della magistratura italiana. 24 anni dopo, quella stagione sembra Preistoria.

Oggi solo un italiano su 4 crede che la magistratura sia indipendente dagli altri poteri

Corteggiati dalla politica, bacchettati dai governi, e adulati da chi tutela interessi economici altrui, i giudici e le corti nazionali, secondo gli italiani, sono poco indipendenti ed eventualmente protetti per lo più dalla Costituzione. Questo emerge dal report di Eurobarometro sulla percezione dell’indipendenza del sistema di giustizia nazionale, pubblicato ad aprile 2016 e realizzato intervistando due mesi prima 26 mila 555 cittadini nei 28 paesi dell’Ue. L’Italia è in fondo alla classifica europea, dove un cittadino su due crede nell’autonomia del sistema chiamato ad applicare le leggi. Fanno peggio degli italiani soltanto la Bulgaria e la Slovacchia, mentre sono più fiduciosi per esempio, i cittadini dell’Ungheria di Viktor Orbán e della Grecia di Alexis Tsipras.
 

Nel tuo paese come giudichi l'indipendenza di giudici e corti? (%)




 
A pochi mesi dal referendum che propone delle modifiche ai 139 articoli della legge fondamentale italiana, è il 25% dei cittadini a credere in una magistratura indipendente e ad essere convinto che sia soprattutto la Costituzione a garantire uno status di autonomia a chi applica le leggi. Per quel 61% che invece non parla di indipendenza, i condizionamenti arrivano prima di tutto dalle ingerenze di governo e politica e poi dalle interferenze dei poteri economici.
 

Questi fattori spiegano indipendenza dei giudici? (% molto + abbastanza)




 
Proprio i giudizi sull’ interazione tra Giustizia e altri poteri, differenziano i popoli europei. La Danimarca domina la classifica di coloro che sono convinti che i giudici e le corti del proprio paese siano indipendenti. Interrogati su quali siano i fattori che spiegano la loro indipendenza, il 70% è convinto dell’assenza di pressioni da parte di governi e politici, il 65% ha la stessa idea sulle influenze del sistema economico e di altri interessi, l’85 per cento difende la Costituzione che garantisce uno status e una posizione autonoma. Non sono così ottimisti invece gli italiani che spesso finiscono in fondo a questa classifica. Poco più della metà crede che l’economia e le lobby non interferiscano con l’attività di giudici e corti.

Siamo tra le ultime 7 nazioni d’Europa

Facciamo miglio di Francia e Regno Unito, ma peggio di Romania e Polonia per esempio. Solo 6 italiani su 10 vedono una distanza tra politica, governo e magistratura. Qui scaliamo leggermente la classifica, ma rimaniamo sotto la media Eu a 28 che arriva al 62 per cento dei fiduciosi. Entriamo invece nella top ten quando parliamo di Costituzione, dove battiamo i Paesi dell’Est, quelli del Mediterraneo e anche la Francia. A 68 anni dall’entrata in vigore della Carta costituzionale, il lavoro dell’Assemblea costituente dunque sembra ispirare ancora molta fiducia negli italiani.

Fonte: Flash Eurobarometer 435

d
c