Cara news, non ti credo

Le nostre idee incidono sulla percezione dei media: oggi fa la differenza essere populisti o non. Coloro che si possono definire tali guardano con molto scetticismo alle notizie pubblicate sulle varie piattaforme italiane senza contare che pochi tra loro attribuiscono importanza e utilità alle news per l’andamento del Paese

Essere populisti incide sulla nostra percezione della credibilità dei media. E lo fa anche molto di più di quanto non incida essere di destra o di sinistra. A dimostrarlo è uno studio del centro statunitense Pew Research, pubblicato a metà maggio. I ricercatori hanno intervistato i cittadini di Danimarca, Francia, Germani, Italia, Olanda, Spagna, Svezia e Gran Bretagna per scoprire che proprio i populisti italiani sono tra i più diffidenti d’Europa.

In Italia credono almeno in parte ai media solo il 26% di coloro che possono essere avvicinati a una concezione populista. La stessa cifra si registra in Spagna, Francia e Gran Bretagna. Ma a fare la differenza sono tutti gli altri. In Spagna per esempio, almeno il 50% dei non populisti crede in qualche modo ai media, il 47% in Francia e il 43% in Inghilterra, contro soltanto il 34% in Italia. Percentuali che in parte crescono se si va a d analizzare coloro che possono essere definiti di destra o di sinistra: il 29% degli italiani “di sinistra” crede in qualche modo nei media e a destra non va molto meglio con solo il 32% dei fiduciosi.

% degli adulti di ogni paese che hanno una visione e dichiarano di credere almeno in qualche modo nei media

Il problema è alla radice del rapporto con l’informazione. L’Italia è all’ultimo posto nella classifica di coloro che in Europa credono nella sua importanza. Definiscono le news molto importanti solo il 34% degli intervistati contro per esempio il 59% degli spagnoli (peggio di noi solo i francesi con il 28%. Valutando l’importanza in ogni sua forma (molto, poca, abbastanza…) che diamo alle notizie, riusciamo ad essere comunque gli ultimi. In Italia il 75% degli intervistati risponde che i media sono in qualche modo importanti, contro il 76% dei francesi e tutti i cittadini delle altre nazioni sopra l’80%.

% di coloro che dichiarano che i media sono …

Gli italiani sono i meno convinti che i media possano ben contribuire al funzionamento della società. Solo il 34% degli intervistati è convinto che siano molto importanti per l’andamento del Paese. Sommati a coloro che lo ritengono in qualche modo importante, si raggiunge il 75%, una percentuale che rimane comunque la più bassa del campione. Fanno meglio di noi tutti i cittadini intervistati negli altri 7 paesi.

% di adulti di ogni paese che dichiarano che i media sono molto/in qualche modo importanti per il funzionamento della società della Nazione

C’è qualcosa in cui siamo primi in termini di informazione e media però: nell’utilizzo di Facebook per ricevere notizie. Il 50% degli intervistati italiani ha dichiarato che apprende le notizie dai social media almeno una volta al giorno. Sotto di noi tutti gli altri paesi, a partire dalla Danimarca, passando per Spagna e Gran Bretagna, fino alla Germania. Quello delle news sui social media è ovviamente un fenomeno differenziato per età. Apprendono le notizie dai social più di tutti i 18-29enni italiani in Europa, battuti di un solo punto percentuale dai danesi. Perfino gli over 50 italiani non si fanno superare da nessun altro tra le nazioni intervistate in termini di accesso alle news attraverso piattaforme come Facebook, che poi è la più usata in Italia.

 

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